posted by VM News aprile 26th, 2009.No Comments
Internet come mezzo di comunicazione totale e globale, Internet come luogo di incontro, Internet come espressione massima della multimedialità, Internet come linguaggio contemporaneo per eccellenza. Ma Internet è soprattutto una manifestazione di libertà: di conoscenza, di informazione, di fruizione, di comunicazione.
Ed ecco il primo Festival delle Libertà Digitali che si terrà a Vicenza dal 22 al 24 maggio 2009 un evento di respiro nazionale che punta a diffondere “i valori positivi della rivoluzione culturale che stiamo vivendo, quella digitale, legata ad Internet, sulla spinta etica e dei principi di libertà che sono alla base del software libero.”
L’organizzazione del Festival è affidata ad associazioni come Wikimedia Italia e LUGVi (il Linux User Group di Vicenza), enti che sperimentano direttamente progetti sul web basati sul volontariato degli utenti con un’impronta socialmente significativa. Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani, primi fruitori della condivisione di news, immagini, musica, testi, cultura in linea con i principi etici e legali alla base dell’utilizzo del software libero.
Un esempio di piattaforma di questo genere è Wikipedia: la libera enciclopedia, frutto dell’intervento e della collaborazione di volontari sparsi per il mondo. Il Festival delle Libertà Digitale si propone di diffondere questi strumenti non solo agli addetti ai lavori ma ad un pubblico sempre più ampio, perchè queste nuove tecnologie stanno “contaminando la nostra vita di tutti i giorni”. Wikipedia per esempio è diventata in pochi anni l’enciclopedia più consultata al mondo e uno dei più importanti progetti no profit e spesso “è citata anche come esperimento di democrazia partecipativa e come una nuova forma di intelligenza collettiva”. Sul sito ufficiale del Festival si legge inoltre che “la condivisione digitale è anche un buon ‘antidoto’ contro la concentrazione del potere mediatico in poche mani: per non appiattire i cittadini a semplici consumatori, valorizzandoli invece come veri ‘attori’ della comunicazione”.
Gli eventi saranno diversi e toccheranno le varie tecnologie digitali che oramai ci accompagnano tutti i giorni: fotografia digitale, gps e cellulare, condivisione di Internet sulla piattaforma Wikipedia, mappare con il Gps.
La rivoluzione culturale di Internet e del cosiddetto Web 2.0 (l’evoluzione del web degli ultimi anni che consente un’interazione totale tra la piattaforma utilizzata e l’utente che la fruisce in modo attivo come nel caso dei blog, dei forum, dei social network…), è appena iniziata. E un Festival che si pone come obiettivo una maggiore consapevolezza dell’utilizzo di questo strumento complesso e innovativo è sicuramente il benvenuto.
Share on FacebookClownterapia: quattro ore con Patch
Non è uno spettacolo vero e proprio, quanto una specie di terapia di gruppo. Il dottor Clown invita chiunque voglia partecipare a togliersi le scarpe e ad accedere al parquet dello stadio.«Che siete venuti a fare, altrimenti?» dice.Non è possibile scattare foto, per cui cerco una postazione in alto e incomincio a prendere appunti. Patch specifica subito che non avrebbe rilasciato interviste, né autografi, né fatto foto; ma avrebbe risposto a chiunque gli avesse scritto in inglese, via lettera e non via internet, perché non sa usarlo. L’indirizzo si trova sul suo sito: www.patchadams.org
«Ho deciso di fare questo tipo di incontri perché la gente, il mondo, non sa amare, non è in grado di farlo. Basterebbe insegnarlo in casa, a scuola, ai nostri piccoli, ma non si fa ancora. C’è bisogno allora di strategie d’amore. “Strategia”… non pensate al gergo militare. Strategia è una parola bellissima. Significa pensare (è importante pensare, ricordatelo) e avere un piano, qualcosa da realizzare, in cui credere, qualcosa che possiamo fare, che riusciremo a fare. Qual è la vostra strategia d’amore? La tua? La tua? Qual è la vostra strategia d’amore? Finora nessuno mi ha risposto. Il problema è che la maggior parte della gente non ne ha una.
Quanti di voi si sono svegliati una mattina e si sono detti: “Cosa fare perché la gente si ami di più? Come posso essere più amorevole verso il mio prossimo? Cosa posso fare perché più persone si conoscano, diventino amici, abbiano un amico, si amino tra loro?” Quanti di voi? Qual è la vostra strategia d’amore?»
Chiede a tutti di rivolgere un pensiero amorevole verso l’umanità intera, verso ogni singolo individuo.
Poi chiede di formare delle coppie con un vicino sconosciuto, a caso; di abbracciarlo forte per alcuni minuti, fino al suo stop. Spiega come si abbraccia, la differenza tra un vero abbraccio e un abbraccio formale.
«Cos’è un abbraccio autentico? E’ il desiderio di trasmettere amore e quello di riceverlo. Le due cose si fanno simultaneamente.»
Lascia che le persone si abbraccino per più di cinque minuti, poi dice:
«Stop. Ora abbracciate un altro!» per due volte.
Mostra come prendere la faccia del vicino tra le mani (lui lo fa con un anziano bassino e calvo, dal volto stupefatto) e, guardandolo fisso negli occhi, come ripetergli con sincerità la frase: “Io ti amo!” …
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