Archive for 'Reality'

Livello di necessità

posted by urbini Gennaio 16th, 2008.No Comments

Quello che una persona riesce a fare durante i momenti di necessità,
è Il “livello di neccessità”.
A non tutti è sufficente avere delle emergenze per mollare considerazioni del cazzo,
e darsi da fare di più, invece che starsene lì a ….
A pensarci bene si potrebbe non avere emergenze per arrivare a considerazioni migliori, con più creazione ed azione.

Come fanno soldi

posted by urbini Gennaio 14th, 2008.1 Comment

Cosa si intende per Signoraggio monetario?
é la differenza tra il valore dato ad una moneta ed il suo costo di fabbricazione.
Produrre una moneta ha un costo dovuto a carta, inchiostro, o leghe metallo ecc..
Inoltre vanno aggiunti i costi di emissione, ma il tutto costa pochissimo.

Il 15-08-1971 l’allora presidente Nixon fece annullare la possibilità di convertire
le monete in oro, invalidando gli accordi del 1944 fatti da Bretton Woods.
Ora dal 1971 immettere moneta non ha bisogno di controvalore in oro, argento o rame.

Chissà perchè non se ne parla, anche se (senza esagerare),causa povertà, debito pubblico
e commerciale, distruzzione ecc. sul pianeta terra.

Debito pubblico verso chi?

Esempio: la stampa di un biglietto da 100 euro costa circa 5 centesimi, poi chi lo
produce lo “affitta” ai vari Stati con il valore di 100 euro.
La differenza è ciò che viene chiamato Signoraggio.
Il gruppo bancario privato che stampa-produce la moneta così va ad incassare circa 99,95 euro per ogni carta da 100 euro che è in circolazione.

Addirittura allo stato quella carta da cento costa di più; va aggiunto il costo del
denaro tra Banca Centrale e banca locale, che attualmente è del 2%. Quindi un pezzo da 100, allo Stato viene a costare ben 102 euro.

é aberrazione pura! Con titoli di stato si paga l’affitto per usare soldi ed indebitarsi,
Poi con le tasse si recupera qualcosa per pagare parte del debito.

Per saperne di più sul signoraggio, cercalo in rete internet.

Commenti su alcuni romagnoli:

posted by urbini Gennaio 13th, 2008.No Comments

Ha valore potenziale modificato dalla direzione assunta di tale valore
verso il benessere di sè e del proprio gruppo.

é negativo per la Romagna indipendentemente dal suo valore
potenziale, a causa di traumi ricevuti ed istruzione balzana.

é positivo, ha, avrà e darà successo usando materia, energia, spazio e tempo.

Ha “spavalderia” con azioni continue e distruttive verso il pericolo con danno
per se e la causa per cui si batte.

Potrebbe migliorare con l’istruzzione, cambio d’ambiente, e la giusta
regolazione della quantità di materia, energia, spazio e tempo da gestire. Ma sarebbe una soluzione temporanea, non quella permanente.

Attacca la vita nel senso di andare verso per maneggiare o risolvere
con razionalità o violenza.
Può ritirarsi è andare effetto con timore od incapacità e rinunciare.
Può ignorare o far finta di niente e deviare dalla cosa o non riconoscerla.

Psicotico, molto più dannoso ad altri rispetto a quanto sia utile.
Nevrotico, più dannoso a se stesso, anche se non fino al suicidio.

Ha la teoria nella quale indica l’energia vitale alla conquista dell’universo fisico, che poi con scontro turbolento si ritira, e ritorna ciclicamente alla riconquista. La quantità innata di energia vitale posseduto e l’effetto di scontri dolorosi restimolati,
stabiliscono la forza dell’individuo nel confrontarsi sulle aree della vita, dopo aver appreso alcune leggi dell’universo fisico.

In modo aberrato esprime un’emozione diversa da quella idonea alla realtà presente.

Dimostra cordialità ed affeto in modo espansivo

Ha memoria Immaginaria inconsapevole, e quella effettiva-vera.

Consapevolmente registra la presenza di dolore, ma non il dolore stesso.

Lascia un messaggio da riferire senza dire che è un test. Verifica il messaggio arrivato ed il relativo cambiamento.

Ho portato il mio sorriso in africa

posted by Ferruccio Gennaio 13th, 2008.No Comments

Nell’estate del 2003 sono stata in Zambia a fare volontariato presso uno dei centri della comunità della Papa Giovanni XXIII.

La comunità ad Ndola possiede molti centri: farm, case famiglia, case di accoglienza che sono gestite in parte da un ramo della comunità che prende il nome di Raimbow ed altri centri gestiti

dal progetto Cicetekelo (che significa speranza in Bemba).

Io sono stata per un mese al Cicetekelo fase I, progetto che ha fatto i primi passi nel 1997 per aiutare i ragazzi di strada, e  solo dal  2001 dispone di strutture dove poter accogliere i ragazzi.

Il progetto Cicetekelo è suddiviso in due fasi: la fase I è un centro dove c’è posto per dormire per 32 ragazzi, mentre l’attività diurna serve 130 ragazzi dall’età compresa tra gli otto ed i ventiquattro anni. Presso il centro i ragazzi ricevono la colazione il pranzo; sono seguiti da
quattro zambiani più i volontari, grazie ai quali possono ricevere le attenzioni di cui necessitano: nutrizione, istruzione, cure mediche, divertimento, etc..

La fase II, invece, diventerà, una volta che saranno raccolti i fondi per adempiere al progetto, un centro che riceverà i ragazzi ormai adulti del Cicetekelo I, per dare loro la possibilità di imparare un mestiere ed avere vitto ed alloggio per avere le capacità un giorno di rendersi autonomi.

La fase II è a Misundu dove ci sono distese di campi coltivabili, capannoni con al
loro interno macchinari: per lavorare il grano e produrre la farina, per lavorare il legno ed altre attività che aiuteranno il sostentamento  del progetto.

Ora i ragazzi a Misundu stanno portando a compimento la costruzione della mensa nella quale si spera un giorno di produrre il pane. I ragazzi che ho visto lavorare sono entusiasti del progetto perché costruiscono strutture che li aiuteranno a creare un futuro per la loro vita e perché riescono ad essere assistiti anche finanziariamente, vengono stipendiati, e ciò permette ai ragazzi di aiutare se stessi e le loro famiglie; Maphius è molto contento perché riesce a vestire a sfamare la figlia di un anno e mezzo. Maphius è uno dei ragazzi che ho conosciuto, con lui mi sono trovata a trascorrere delle ore a parlare della storia dell’Africa, gli ho tradotto parti di un libro che mi ero portata.

Con Maphius ho cantato anche qualche canzone di Bob Marley, cantante che piace molto ad entrambi. Mi sono stupita che nonostante Maphius si professasse rastafariano non conoscesse neanche bene la vita e la storia di Bob Marley. Col passare dei giorni mi sono guadagnata la fiducia e l’amicizia di Maphius, in dimostrazione di questi sentimenti , lui mi ha fatto vedere la sua graziosa figlia che ad un anno e mezzo di vita ha gia le treccine;

appena mi ha vista, la piccola, si è messa a piangere perché io ero la prima bianca che lei vedeva, le facevo paura. Questo è il rapporto che ho stretto con Maphius ma non  è stato l’unico, io trascorrevo le giornate con 130 ragazzi ed ho cercato di avvicinarmi a tutti in modi diversi.Con il ragazzo sordo-muto ho comunicato a gesti, con il ragazzo affetto da malaria celebrale ho comunicato tramite i sorrisi, con i più piccoli, con i quali era difficile parlare sia in inglese che in bemba mi sono avvicinata con i giochi e le carezze, con i miei coetanei ho affrontato il problema della tossicodipendenza. Ecco cosa ho fatto per un mese in Africa, sono stata un’ amica, una confidente e per certi versi un’insegnante, nulla di più.

Forse la mia presenza non li porterà a vivere un giorno in più, ma li ha aiutati a vivere serenamente e con il sorriso sulle labbra per un giorno. Io sono stata per un breve tempo della mia vita una volontaria in Africa e sono riuscita a vivere un’esperienza coinvolgente, unica ed indimenticabile grazie all’impegno di altri volontari che hanno deciso di vivere in mezzo hai poveri e grazie all’aiuto economico di tutti coloro che hanno partecipato.

L’esperienza che vi ho appena raccontato l’ho vissuta un anno e mezzo fa, eppure sono ancora qua a raccontarla, a coinvolgere le persone, a sensibilizzare chi ho vicino perché quello che ho visto è una grande prova di solidarietà e coraggio che va rinnovata ogni giorno perché non debba cessare mai.

Maria Elena Poggioli