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Una nota di Claudio Ballestracci

posted by Giampaolo Campana dicembre 09th, 2008.No Comments

Ancora: ormeggio della memoria portato in superficie; la roccia non caratterizza i nostri fondali, infatti, è qualcosa di anomalo, è l’imprevisto, l’inatteso che si mostra in forma di fato. L’ancora è il simbolo forte degli equipaggi scomparsi nel mare, incagliata ora su questo infausto sperone ferma per sempre la memoria alla superficie, al mondo dei vivi.
L’ancora e lo scoglio tirati in secca – il visibile – ma soprattutto gli equipaggi, i naufraghi – l’invisibile – sono entrambi legati al mistero del mare che li custodisce, per questo l’epicentro della rimembranza, ossia il monumento stesso, ritorna simbolicamente al mare attraverso una striscia di pietra interrotta da due stazioni: un piccolo abisso in forma di buca con relitto stilizzato  – il naufragio – e una flottiglia di navi aeree – l’abisso celeste. Le barche sono diari aperti con le pagine che diventano vele esposte ai venti. I nomi dei marinai scavati nella pietra si allineano, uno accanto all’altro, in direzione del mare, come fossero stampati su una lingua di carta di un dispaccio telegrafico. Questa mappa disegnata sul prato suggerisce idealmente un diagramma della memoria, la storia dei naufraghi, dei marinai, delle loro famiglie. Il monumento si raccoglie attorno ai nomi. I nomi disposti lungo il prato diventano il cuore del monumento che prende la via del mare, dell’acqua, del liquido amniotico  nel suo ciclo infinito, misterioso e spirituale.
La pietra usata per il nuovo allestimento e l’inserimento dei nomi è la stessa su cui è poggiata l’ancora in modo da costituire un complesso armonico e concettuale. La pietra del Montefeltro, proveniente dalle nostre cave, ha origini calcaree sedimentarie marine, quindi contiene al suo interno fossili di conchiglie. Le parti in metallo sono costituite da lamiere e tubi zincati e ossidati in modo da ottenere un legame cromatico con le lastre in pietra oltre ad evocare, attraverso il processo di ossidazione, la silenziosa presenza del mare.
 
Claudio Ballestracci
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Montefeltro, cosa c’e’ di meglio che passare un fine settimana nella splendita localita di Pennabilli, a stretto contatto con la natura in un paradiso ambientalistico, a pochi chilometri da Novafeltria

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