Don Ivo Rossi: Le gite e i pellegrinaggi

posted by Paolino Marzo 06th, 2008.No Comments

E’ risaputo l’attaccamento di Don Ivo alla propria chiesa. L’abnegazione e l’impegno profusi in modo costante, per non far mancare mai la propria figura sacerdotale in parrocchia e non solo per la celebrazione della Santa Messa. Don Ivo è stato fin da subito sempre disponibile con tutti coloro che si recavano a cercarlo per una confessione, un dialogo spirituale o un semplice consiglio. Raramente si allontanava per accettare l’invito a un pranzo o per una festa in famiglia. Nonostante ciò, non ha mai tralasciato di organizzare, la gita di fine estate. Come per la festa parrocchiale, era il momento del ritrovo, del rinnovare l’amicizia e la voglia di stare insieme che, per motivi collegati alla stagione estiva - l’economia trainante del paese – si erano dispersi durante le lunghe giornate calde e afose.

Con la nuova parrocchia il giovane sacerdote non voleva far mancare questo appuntamento alla sua nuova comunità e così, il 28 settembre 1963, organizzò la prima gita da Parroco a Camaldoli, in provincia di Arezzo, poco oltre il passo del Mandrioli.
Negli appunti che conserva ancora fra le sue innumerevoli carte è possibile risalire all’elenco completo dei partecipanti. A fianco di ciascuno vi è anche il costo dell’iscrizione: una cifra variabile da 500 a 800 lire. E’ piacevole notare che, fra i partecipanti, diversi sono coloro provenienti da Bellaria. Sintomo dell’affetto lasciato da Don Ivo nei quasi 11 anni trascorsi nella parrocchia del S.Cuore di Gesù
Negli anni poi le gite di fine estate si protraevano anche per qualche giorno soprattutto nelle località di montagna o con turismo culturale e religioso.
Per alcuni anni poi, Don Ivo è riuscito a ritagliare addirittura una settimana a fine settembre, da dedicare esclusivamente ai propri ragazzi (in genere con un’età media dai 13 ai 17 anni).
Alla fine degli anni 70 soggiornando a Gattara presso un’abitazione della GIOC, in comune di Casteldelci, nell’alta valle del Marecchia e successivamente, fino ai primi anni 80, a Scavolino, a ridosso del monte Carpegna in un’abitazione di proprietà.
Fino ai primi anni ottanta le gite erano molto partecipate dai ragazzi. Giovani che avevano voglia di divertirsi con scherzi che a volte erano pure un pochino pesanti. In Val D’Aosta, nella località di San Valentino, i ragazzi avevano addirittura divelto una porta di comunicazione fra due camere. Erano proprio difficili da “domare” e spesso, dovevo intercedere nei confronti dei proprietari per riportare la calma e … pagare i danni

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