posted by Paolino Marzo 06th, 2008.No Comments
L’ultima grande opera “materiale” realizzata da Don Ivo in qualità di parroco è stata la costruzione della Casa della Comunità.
La necessità di spazi per le varie attività parrocchiali, dal catechismo agli incontri dei vari gruppi, dai momenti di svago e di ritrovo dei giovani a feste sempre meglio organizzate, aveva aumentato in modo ormai smisurato il desiderio di dotare la parrocchia di nuovi e maggiormente consoni ambienti.
Su progetto dell’Architetto Bianchi e del Geom. Tonti la Casa della Comunità è sorta sulle macerie della vecchia chiesa. Anche questa volta l’impresa costruttrice è stata quella dei fratelli Pompili Vittorio e Piero.
Il Vescovo Mariano, in occasione della celebrazione della Cresima del 17/10/1999, benedisse la prima pietra che venne poi posata nell’estate del 2000, nelle fondazioni lato Bellaria.
Riportiamo nel seguito la lettera che è stata consegnata a tutte le famiglie nel novembre del 2000, riguardante la presentazione della nuova struttura.
Costruiamo insieme la Casa della Comunità Parrocchiale
Perché una nuova costruzione ?
Finalmente anche la nostra Parrocchia si doterà di una vera e propria Casa Parrocchiale.
Il “vecchio salone”, la chiesina, l’angusto ufficio del sacerdote saranno sostituiti da una nuova struttura.
La difficoltà, sempre più avvertita negli ultimi anni, di organizzare logisticamente il lavoro dei vari gruppi era ormai smisurata. La necessità di spazi per le tante attività che si svolgono in Parrocchia e una razionale suddivisione degli ambienti, possono trovare finalmente una radicale soluzione del problema con la costruzione del nuovo edificio.
Non si tratta semplicemente di “fare la casa del prete”, ma di costruire la “Casa della comunità Parrocchiale”.
E’ la casa di tutti: dei nostri ragazzi, dei giovani, delle famiglie, dei nonni;
è il luogo d’incontro, di festa, di preghiera, di crescita umana e cristiana.
Per questo, anche la sua realizzazione è frutto dell’impegno di tutti noi.
Come sarà ?
Il nuovo edificio viene realizzato utilizzando lo spazio della vecchia chiesa (demolita a inizio estate) ampliato ulteriormente sul retro dell’attuale chiesa.
La parte di fabbricato rivolta a nord, di fronte alla fossa che verrà in seguito tombinata, si svilupperà su due piani: il piano superiore verrà adibito alla residenza del parroco, mentre al piano terra si troveranno gli uffici.
Sempre al piano terra vi sarà un ampio salone polivalente per la realizzazione delle varie manifestazioni parrocchiali.
In corrispondenza di tutta la superficie dell’edificio si sviluppa l’interrato che, solo in minima parte verrà adibito a magazzino, per lasciare ampio spazio alle salette parrocchiali e alla cripta con la cappella, a servizio della funzioni religiose settimanali o momenti di preghiera, dove sarebbe eccessivo utilizzare l’ambiente della chiesa grande
Quanto verrà a costare ?
La spesa prevista per il completamento dell’opera si aggira attorno al miliardo.
Può essere più o meno variabile a seconda dei materiali scelti e delle rifiniture che insieme decideremo di apportare.
Come affrontare questa spesa ?
L’impegno di spesa verrà sostenuto nel seguente modo:
- Vendita del vecchio edificio (salone – chiesina – abitazione del parroco).
- Contributo della Curia.
- Contributi di Enti vari.
- Accensione di un mutuo.
- Offerte provenienti dalla nostra comunità e dai tanti villeggianti ospiti della nostra parrocchia.
Siamo quindi chiamati in prima persona come famiglie a dare il nostro prezioso contributo che non vuole essere solo economico: ognuno darà quello che potrà e sarà comunque un gran dono !
Vorremmo invece cercare anche un aiuto fatto di tempo, di disponibilità da dedicare alla nostra parrocchia.
Grazie quindi, per ciò che ogni famiglia deciderà di fare.
Insieme faremo qualcosa di bello e di importante per i ragazzi, per i giovani, per la nostra parrocchia, per noi tutti.
Il Parroco
Don Ivo Rossi
I lavori proseguirono in modo decisamente spedito. Tanto che, dopo solo un anno dall’inizio del cantiere, nel mese di ottobre del 2001, in occasione della festa parrocchiale e dei festeggiamenti per i 50 anni di sacerdozio di Don Ivo, ci si ritrovò per la prima volta a pranzare nel nuovo accogliente e capiente salone parrocchiale.
L’inaugurazione ufficiale venne però rinviata all’anno successivo, il 5/10/2002, con il taglio del nastro da parte sempre del Vescovo Mariano, in occasione del passaggio delle consegne da Don Ivo a Don Mirco, nell’ufficio di parroco di Santa Maria Goretti.
In quella sera di inizio autunno, è stato possibile notare molti occhi lucidi fra i fedeli presenti. La commozione era nell’aria. Don Ivo, dopo quasi quarantanni, pur continuando a prestare la propria attività sacerdotale in parrocchia e nella zona pastorale, lasciava il proprio incarico di parroco.
Per l’occasione, la chiesa era gremita all’inverosimile. Vi erano i “giovani ragazzini” della prima scuola materna del 1963, i chierichetti degli anni sessanta, i famigliari più stretti ed una moltitudine di gente che Don Ivo, ha battezzato, sposato, visto crescere e quindi accompagnato umanamente e spiritualmente.
I tanti abbracci ricevuti da Don Ivo, sono stati un segno tangibile dell’affetto che ha seminato in questa comunità, della discrezione con la quale ha operato il proprio servizio sacerdotale, della paterna crescita spirituale, con la quale ha accompagnato tutti noi nel suo cammino pastorale.
In quella sera, forse per la prima volta, in molti sono riusciti a sillabare parole di gratitudine nei confronti dell’anziano “Don”. Forse per la prima volta, sono riusciti ad esprimersi con un rapporto quasi filiare e a comunicare apertamente ciò che avvertivano nel loro animo. Forse per la prima volta, certe distanze formali, certe “soggezioni” venivano superate con dei semplici gesti carichi di significato. Un abbraccio. Un saluto. Un sorriso. Uno sguardo. Una parola. Una lacrima…
Tutti comunque, nessuno escluso, e possiamo affermarlo con convinzione, ripercorrendo il proprio cammino di vita in quel di San Mauro Mare, assocerà sempre nei propri ricordi qualche immagine a fianco di questo sacerdote. Un sacerdote che ha scelto di fondare una parrocchia in un luogo dove non vi era nulla, o quasi. Un sacerdote che ha cercato sempre l’umiltà in tutto ciò che ha svolto. Un sacerdote che ha costruito le opere materiali attingendo gran parte del denaro, direttamente dal proprio stipendio e dai beni personali. Un sacerdote che, senza esitazione, si è sacrificato, sempre, per questa comunità come nel momento del suo arrivo.
I primi tempi furono particolarmente difficili, segnati da privazioni materiali e da una logistica particolarmente povera. Andai ad abitare in una piccola casetta sprovvista di tutto, anche dei più elementari servizi igienici.
Occorreva mettersi in cammino ed “edificare” materialmente e spiritualmente. La speranza di fare qualcosa di bello al Signore e di giusto per questi fratelli e queste sorelle non mi ha mai abbandonato
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