Don Ivo Rossi: Destinazione San Mauro Mare

posted by Paolino marzo 06th, 2008.No Comments

Una nuova destinazione: San Mauro a Mare

L’estensione della parrocchia di Bellaria mare, l’aumento vertiginoso della popolazione collegato anche con lo sviluppo turistico del dopoguerra, spinse l’allora vescovo di Rimini ad istituire una nuova parrocchia scorporandola in parte, nella zona a mare sino al Rubicone, dal Sacro Cuore di Gesù di Bellaria e, nella zona a monte lungo il fiume da Santa Maria delle Grazie di Fiumicino. La nuova parrocchia contemplava quindi il territorio a nord della Cagnona, in comune di Bellaria Igea Marina, San Mauro a mare, Savignano mare e Capanni. Chiamato a reggere l’ufficio di parroco fu il sacerdote Don Ivo Rossi.
Il vescovo mi proponeva di recarmi a Bordonchio oppure qui a San Mauro a Mare; senza esitazione scelsi questa destinazione per un duplice motivo: conoscevo già il territorio, le persone ed ero stimolato dalle tante realizzazioni che si dovevano fare poiché non c’era nulla…o quasi.
Don Ivo, aveva quindi 35 anni quando, mercoledì 13 marzo 1963, in sella alla propria bicicletta e in possesso di uno scarno bagaglio, giunse a San Mauro Mare.
Le prime persone incontrate furono i nuovi vicini di casa: Lino Del Vecchio e Anita Bracci.
La diocesi era proprietaria di una piccola casa sulla via Marina all’angolo con il passaggio a livello costituita da 4 stanze, ma sprovvista di tutto, anche dei più elementari servizi igienici. Sul retro della casa, ma a questa attaccata, una capanna. Più distante ed isolato vi era un gabinetto realizzato con delle semplici “bossole”. Vi era poi l’orto che giungeva sino alla ferrovia. Ovviamente non vi era neppure il riscaldamento ed il pavimento realizzato con dei mattoni rossi semplicemente appoggiati su di un letto di sabbia, nel periodo invernale erano sempre bagnati, come pure i muri, dai quali era facile notare i classici distacchi di intonaco dovuti al degrado per l’umidità presente.
I primi tempi furono particolarmente difficili, segnati da privazioni materiali e da una logistica particolarmente povera.
La parrocchia è sorta con 4 F… Fame, Fumo, Freddo e Fastidi.
Le due stanze lato monte vennero unite con l’abbattimento del muro divisorio. In questo modo si realizzò un ambiente maggiormente ampio dove si poteva celebrare Messa, svolgere il catechismo dei ragazzi e ritrovarsi per lo svago. Dopo pochi anni questo ambiente venne dedicato esclusivamente a chiesina e così rimase sino al 2001.
Nelle rimanenti due stanze Don Ivo realizzò lo studio sulla via Marina, con l’installazione anche di una stufa a legna e la camera da letto sul retro. La capanna venne quindi divisa in due locali. Nel locale a ridosso della camera da letto fu costruita la cucina con un misero fornello a gas e nella restante parte il ripostiglio con il calciobalilla per il gioco dei ragazzi. Quanta miseria…
Occorreva mettersi in cammino ed “edificare” materialmente e spiritualmente

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