Don Ivo Rossi: Alcuni incidenti di percorso

posted by Paolino Marzo 06th, 2008.No Comments

La vita del fondatore della parrocchia di Santa Maria Goretti è stata anche segnata da una serie di incidenti, più o meno fortuiti, che in taluni casi, hanno fatto pure temere conseguenze ben più gravi. Diversi incidenti sono stati contrassegnati dalla compagnia dell’immancabile bicicletta, come quando, in gioventù, mentre percorreva la salita di via Bonsi a Rimini venne investito da un altro ciclista che lo prese al torace lasciandolo letteralmente senza fiato, quasi tramortito a terra. Sempre da bambino, il piccolo Ivo nel giorno del giovedì santo, mentre camminava tranquillamente e diligentemente sulla propria destra lungo via Garibaldi in direzione del centro di Rimini, proprio sotto Porta Montanara, venne atterrato dal mozzo, che fuoriusciva da una ruota di un carro trainato da un cavallo. Don Ivo ricorda ancora il cavallo imbizzarrito e la fortuna che ha voluto che egli, cadesse lateralmente e non sotto le ruote del carro. Le persone presenti dissero infatti che, quel bambino, era stato come “miracolato”.
Sicuramente però, la caduta dal platano che stava potando, del novembre del 1969 e già descritta in precedenza, è stato il momento in cui ha corso il rischio maggiore.
Di pari passo è doveroso citare l’ultimo incidente, in ordine di tempo, avvenuto la mattina del 13 maggio 1981. Proprio quel giorno, ma al pomeriggio, la Madonna di Fatima deviò il proiettile che poteva ferire mortalmente il Papa Giovanni Paolo II nell’attentato subito dal Santo Padre, in piazza San Pietro. Quella mattina Don Ivo, alla guida della propria FIAT 127 rosso scuro, rientrando da Rimini sulla vecchia via Ravenna, all’altezza del campo sportivo vecchio – ora vi è il primo cavalcavia sulla destra andando verso Bordonchio, subito dopo il fiume Uso -   venne investito e finì nella scarpata del fosso, a ridosso della strada, che in quel punto superava abbondantemente i due metri e mezzo.
L’auto venne rottamata ma Don Ivo se la cavò con una sola settimana di ospedale a Cesenatico.
Nei momenti del bisogno come in ospedale, oppure per influenze particolarmente pesanti o altri disturbi personali, vivendo da solo e con mia sorella che abitava distante in quel di Rimini, un aiuto sincero me lo hanno sempre dato Dante e Silvana Paglierani, i miei vicini di casa, accudendomi con discrezione e rispetto per la mia figura sacerdotale.
Don Ivo doveva proseguire il proprio cammino pastorale. Non potevano fermarlo incidenti seppure di una certa entità. Il percorso era già stato tracciato in un progetto sconosciuto, misterioso. Bisognava solo camminare giorno dopo giorno, quotidianamente, con la fede e la speranza che lo hanno sempre accompagnato in ogni passo. Vi era ancora tanto da costruire, da edificare: spiritualmente e materialmente.

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